Bibliografia
Margherita Badala’ e Fabio Tricomi
U Ballettu
Memorie e riflessioni sul ballo tradizionale agropastorale di Sicilia.
Ed. Cavallotto
Con allegato dvd documentario di Margherita Badala’ e Marcello Trovaro
“Mi ricordo di te… Ballettu”
Anteprima del libro sul Ballettu.
SCHEDA LIBRO.
“U Ballettu. Memorie e riflessioni sul ballo tradizionale agropastorale di Sicilia”di Margherita Badalà e Fabio Tricomi.
Come molte regioni del sud Italia anche la Sicilia ha una danza dionisiaca: è il “Ballettu”, espressione del mondo agropastorale.
Per molti secoli è stato ballato al suono di “ciaramedde” e “tambureddi”, gli strumenti tradizionali, ed ha animato le feste religiose e pagane, accompagnando i tanti momenti della vita popolare.
Gli autori di questo libro, Margherita Badalà e Fabio Tricomi, ne descrivono gli aspetti coreutici e musicali così come i significati rituali. Ampio spazio è stato lasciato sulla pagina scritta e nel dvd-documentario che accompagna il libro, realizzato dalla stessa autrice e da Marcello Trovato, al racconto dei suonatori e dei ballerini della tradizione, veri commoventi custodi di questo patrimonio.
SOGGETTO DELL’OPERA AUDIOVISIVA
“ Mi ricordo di te…Ballettu!” di Margherita Badalà e Marcello Trovato
Il soggetto dell’audiovisivo è il “Ballettu”, ovvero il ballo tradizionale agro-pastorale dell’area montuosa e collinare dei Peloritani in Sicilia insieme al mondo, una Sicilia antica, a cui apparteneva.
La memoria del Ballettu, antico ballo in coppia, in via di estinzione, viene documentata grazie alle interviste ed ai filmati effettuati ai danzatori e suonatori tradizionali, i quali direttamente raccontano e fanno rivivere i loro ricordi e mostrano come si ballava una volta.
Il soggetto, dunque, prende forma attraverso il racconto che ciascun danzatore ne fa, insieme ai suonatori i quali mostrano e descrivono i loro strumenti musicali, la zampogna a paro e il tamburello.
Via via che il racconto procede si evidenziano i personaggi, i partecipanti al ballo, i luoghi del ballo ( u sonu ), le occasioni del ballo ( feste patronali, agrarie quali vendemmia, mietitura, tosatura, il carnevale, matrimoni, battesimi, compleanni ), la struttura coreutica ( uso dello spazio), cinetica, la postura, i passi e le figure, i codici di comportamento; tutto questo insieme ai ricordi legati alla vita affettiva dei danzatori ed alle loro tradizioni rituali.
La struttura coreutica viene approfondita nella sezione intitolata “Passi e figure”, dove Margherita Badalà ne fa una sintetica dimostrazione.
Una sezione è dedicata alle registrazioni delle “suonate” dal vivo, alcune realizzate durante “u sonu”, con le voci che accompagnano il rituale del ballo durante il banchetto ( ‘a mangiata di pecora al forno ) con amici e parenti.
Il quadro si completa attraverso i volti, le voci, i paesaggi ed i movimenti dei protagonisti del Ballettu, ancora immortalati nella galleria fotografica.
NOTE BIBLIOGRAFICHE
al capitolo III
1. Lo chiamerò “ ballo” anziché “tarantella”, in quanto quest’ultimo è sempre associato ai balli folkloristici oppure alla Contraddanza., che sono molto coreografici e quindi rispondono ad una funzione diversa e lontana dal ballo tradizionale,
2. Laban, R. 1999 L’arte del movimento, Macerata , p.21
3. Ibidem, p.23. Lo sforzo è l’impulso interiore o la funzione interiore da cui il movimento ha origine, nonché il suo aspetto esteriore. Essi possono essere inconsci e involontari, ma sono sempre presenti in ogni movimento corporeo. Esso è visibile nel movimento di un operaio o di un danzatore, è udibile nel canto o in un discorso ed è anche immaginabile.
4. La “Pizzica tarantata” è il nome della danza e della musica di un rituale coreutico-musicale che si praticava in Puglia fino alla prima metà del 1950. Esso consisteva in un percorso di elaborazione del dolore esistenziale che avveniva con una cadenza più o meno annuale, in seguito al simbolico morso della tarantola, il ragno che vive nelle regioni calde; danzando al suono del tamburello e del violino o dell’organetto, per moltissime ore, assistita dalla comunità tramite un rituale allestito appositamente, la persona guariva temporaneamente fino al successivo morso.
Vedi De Martino E.,
2002, La terra del rimorso, Milano
5. Malaterra, G. Historia Sicula, vol. II, cap. 26
6. Kerényi, K. 1992 Dioniso, Milano
7. Cavarra, G 1978 Cultura popolare liminese, Messina
8. Neumann, E.1978, Storia delle origini della coscienza, Roma, p.27-31
9. Ibidem
10. Sull’argomento vedi Capra,F.,1982, Il tao della fisica, Milano
11. Laban, R., op. cit., p.25
12. Vedi Stagnaro, E. - Lenz, G. - Bulfone, F. - Epprecht, V.
1996 Danza Spontanea, tecnica,percorsi, esperienze per un approccio creativo alla sofferenza umana, Maniaco, p. 11-12
13. Alon, R.,
1993 Vincere il mal di schiena con il Metodo Feldenkrais, Como.
14. Stagnaro, E., op. cit., p.91
15. De Martino, E., op. citata p. 211-223 ( il riferimento a Platone)
16. Gallino, T.G, 1986 La ferita e il re, Milano, p. 44
17. Jung, C.G. , 1912-1952, p.309-310
18. Sachs, Curt, 2006, Storia della Danza, Milano, Gruppo Editoriale Il Saggiatore S.p.A., p. 43
19. Castagna, Ettore
2006 U sonu, Roma, pag 131-133
20.Gallino, T.G., op. cit., p. 45
21.Hillmann, J.
1977 Saggio su Pan, Milano
22. Kerényi, K., op.cit.
23. Gallino, T. G. ,op. cit.
24. Ibidem
25. Scandone E., 1997 La transe, Milano,
26. Jung, C.G.,1950
27. Jung, C.G. 1950 Archetipi dell’inconscio collettivo
28. Neumann, E.,op. cit., p.123
29. Ibidem
30. Somè, M.P, 2000, La saggezza guaritrice dell’Africa, Vicenza , p.159
31. Gala, G.M.,op. cit., p.21
32. .Somè, M.P. op. cit.,p.280-281
33. Estés, C.P. 2006,La danza delle grandi madri, Edizioni Frassinelli
34. Eisler, R. 1996 Il piacere è sacro
35. Ibidem, cap. 3.
36. . Il principio del piacere, inteso come la naturale propensione verso la cura della vita e dell’armonia, il più alto valore morale che caratterizza molte civiltà antiche ( vedi Eisler, R., op. cit.), è molto lontano dall’idea cristiana di “piacere” inteso, invece, come un principio amorale, privo di ordine etico. La dicotomìa tra etica/giustizia e piacere/bellezza non esiste nel pensiero “pagano” che vede nell’unione di esse la realizzazione dell’ordine cosmico. Per approfondimenti sull’argomento vedi Hillmann, J., La giustizia di Afrodite, 2008, Capri, Ed. La conchiglia.
37. Pitrè, G. 1978,Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, Palermo, Vol. III, p. 196-197
38. Ibidem, p. 195-197
39. Galimberti ,U. 2000 Orme del sacro. Il cristianesimo e la desacralizzazione del sacro- Feltrinelli
40. Pitrè, G.,op. citata.
Anche a S. Filippo Superiore (Me) , Gaetano Abratese racconta che i suonatori si facevano pagare 5 lire per ogni suonata.
41.Laban, R., op. cit., p.124-125
42. . Galimberti. U.,op.citata
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